La voce dei presepisti

Il presepe secondo F. Baronchelli e G. Facchetti

Oggi ospitiamo la voce di due presepisti: Federico Baronchelli e Giorgio Facchetti che ogni anno realizzano un presepio di 70 metri quadrati a Gavardo (Bs) presso il Parco Amarcord.
” Lavorare, sudare, faticare e soffrire per qualcosa da condividere.
Gioire insieme.
Per giorni, per mesi.
Ed ecco il Natale
ed il presepio appena ultimato sembra
sorriderci in tutto il suo fascino e bellezza.
Ma sembra anche indicarci la strada.
La strada da seguire tutti i giorni della nostra vita
perchè deve essere Natale
tutti i giorni,
perchè Natale deve esserre nel nostro cuore.
Come quella sera, che davanti alla grotta
arrivarono mamma, nonna e due bambini
che tenendosi per mano parlavano sommessamente, quasi bisbigliando,
mi avvicinai e scoprii che stavano pregando, per il nonno che
ricoverato in ospedale stava morendo,
mi porsero la mano per pregare insieme a loro.
Quanti personaggi nel presepio…
nel presepio se lo osservi bene c’è tutta la vita,
ci siamo tutti,
a volte distratti, di corsa, infreddoliti,
a volte tristi e con la neve nel cuore,
ma nel presepio ci sono anche i pastori, le persone semplici, buone di
cuore, gli umili, che con la luce nel cuore si sono accorti che
qualcosa stava accadendo su nel cielo,
e si sono messi in cammino,
hanno saputo leggere i segni.
Come quella notte alcuni anni fa
con la neve che copriva tutto ed il freddo che ti entrava nelle ossa,
quando all’improvvviso un signore alto
con un passo silenzioso e lento
si avvicinò al mio cancello,
portava un turbante, scuro di carnagione forse indiano,
si curvò e si tolse le scarpe
incurante della neve e del gelo
entrò
ed in rispettoso silenzio a piedi nudi sulla neve osservò per lungo
tempo il presepio, quando mi avvicinai un po’ intimorito,
mi trafisse con due occhi scuri e penetranti,
ma fu quello che mi disse che porterò sempre in un angolo del mio
cuore: “Grazie per quello che hai fatto, perchè anche se sono di una religione diversa ho visto e sentito che lo hai fatto anche per me”.
Signore aiutaci a comprendere la bellezza del creato, insegnaci ad osservare i segni con occhi semplici,
fa che impariamo a guardarci veramente negli occhi e nel cuore.
Qualcuno tempo fa ha detto che se ci accorgessimo della bellezza, la vita si trasformerebbe in un grazie da mattina a sera.
Signore, grazie per il cielo con tutte le sue stelle,
grazie per la terra con tutte le sue piante, fiori e animali,
grazie per l’acqua, per la pioggia e per il sole,
ma soprattutto grazie per tutti i nostri fratelli, compagni in questo
viaggio stupendo che è la vita.
Per i loro occhi, specchio del cielo
i tuoi occhi, amico, sono solo i tuoi, non ce ne sono di uguali e non
ce ne saranno mai più, così belli, unici, perchè sono la luce del
Signore.
Signore insegnaci a scorgerti in tutte le persone in tutti gli sguardi che incontriamo sulla nostra via.
E quante persone in questi anni abbiamo conosciuto davanti alla
grotta e ci hanno lasciato un segno intangibile nel nostro cuore.
Il presepio è sempre una avventura stupenda come lo è la vita,
bisogna saperlo vivere con semplicità, pazienza, umiltà, calore e
amore,
e molte volte nonostante il freddo,
il calore nel cuore delle persone ti riscalda e ti fa bene,
ti accorgi che forse
quello che più conta è accogliersi e volersi bene.
Che bello condividere quest’avventura con tutti, con tutte le persone
che incontriamo nella nostra giornata,
è questo l’augurio che vi portiamo al cuore, ed è con questo
sentimento che vi invitamo tutti a venirci a trovare
davanti al presepio, davanti a quel Gesù Bambno che è venuto per
condividere e portare sulle proprie spalle tutte le pene del mondo”.

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